Esprimo piena solidarietà al giornalista Marco Milioni per la vicenda relativa alla mancata consegna integrale dei verbali del tavolo tecnico regionale sulla contaminazione da PFBA attribuita ai cantieri della Superstrada Pedemontana Veneta. Quanto denunciato dal collega non può essere considerato una controversia personale tra un cronista e un ufficio pubblico: riguarda il diritto della collettività a conoscere fatti che interessano l’ambiente, l’acqua e la salute pubblica.
Secondo quanto pubblicato da ViPiù, Milioni riferisce di avere presentato alla fine di marzo 2026 una richiesta formale per ottenere i verbali del tavolo tecnico sul PFBA e di avere ricevuto, a distanza di mesi, non i documenti richiesti ma un riassunto sintetico, privo, secondo il giornalista, di elementi essenziali quali l'indicazione degli estensori. Lo stesso Milioni ha quindi informato l’Ordine dei giornalisti del Veneto, oltre al presidente della Regione e all’assessora competente.
È una vicenda grave. La trasparenza amministrativa non può essere concessa discrezionalmente, tanto meno quando sono in gioco informazioni ambientali e sanitarie di evidente interesse pubblico. Un verbale non può essere sostituito, a piacimento dell'amministrazione, da un riassunto preparato dalla stessa struttura chiamata a rendere conto del proprio operato. Il giornalista deve poter leggere gli atti, confrontare le posizioni espresse, identificare i soggetti intervenuti e ricostruire la formazione delle decisioni. È esattamente questa la funzione del controllo democratico esercitato dalla stampa. La stessa ricostruzione pubblicata da ViPiù sottolinea come ritardi o limitazioni non adeguatamente motivati possano incidere non solo sul lavoro del cronista, ma sul diritto dei cittadini a un'informazione completa e verificabile.
La denuncia pubblica di Marco Milioni assume per me anche un significato ulteriore. Sto infatti valutando attentamente la documentazione che, a seguito di mie richieste di accesso, mi è stata consegnata dalla struttura regionale competente per le infrastrutture in relazione alle riunioni e alle conferenze di servizi riguardanti la questione PFBA.
In quella documentazione ho riscontrato oscuramenti, cancellazioni e modalità di riproduzione tali da rendere parti degli atti di difficilissima, e in alcuni casi sostanzialmente impossibile, comprensione. È una pratica che, per la sua estensione e per il risultato prodotto, richiama alla memoria il metodo dello “sbianchettamento” reso celebre dalle polemiche sulla Commissione Mitrokhin: documenti formalmente consegnati, ma privati proprio degli elementi necessari per comprenderne pienamente contenuto, responsabilità e concatenazione decisionale.
Occorre essere molto chiari: non formulo in questa sede accuse penali e non attribuisco responsabilità individuali non accertate. Ma proprio perché si tratta di verbali e atti amministrativi pubblici, sto valutando con estrema attenzione, anche sotto il profilo giuridico, se le modalità con cui tali documenti sono stati prodotti, riprodotti e consegnati abbiano semplicemente limitato il diritto di accesso oppure abbiano inciso sulla possibilità di conoscere fedelmente il contenuto e la consistenza documentale degli atti pubblici originari. Una questione, quest'ultima, che non può essere liquidata come un problema di fotocopie mal riuscite o di ordinaria prassi burocratica.
Il caso sollevato da Marco Milioni e quello della documentazione consegnata al sottoscritto presentano dunque un punto comune che la Regione Veneto deve chiarire immediatamente: perché, sulla vicenda PFBA, documenti di evidente interesse pubblico risultano tanto difficili da ottenere nella loro forma integrale, leggibile e verificabile?
Il tema è ancora più delicato perché riguarda tavoli tecnici e procedimenti amministrativi che dovrebbero consentire di ricostruire chi sapeva cosa, in quale momento, sulla base di quali analisi, con quali valutazioni e con quali conseguenti decisioni. Sono domande indispensabili quando si affronta una contaminazione ambientale che ha interessato territori, falde e cantieri di una delle maggiori opere infrastrutturali del Veneto.
Chiedo pertanto alla Regione Veneto di consegnare senza ulteriori indugi a Marco Milioni tutti i documenti richiesti nella loro forma integrale e di chiarire pubblicamente quali criteri siano stati applicati nella gestione delle richieste di accesso riguardanti il PFBA.
Chiedo inoltre che venga garantita la disponibilità di copie complete, leggibili e fedeli agli originali degli atti amministrativi richiesti dagli aventi diritto, indicando in modo puntuale e formalmente motivato ogni eventuale omissione o oscuramento.
A Marco Milioni va la mia solidarietà personale e pubblica. Difendere il diritto di un giornalista a leggere i documenti significa difendere il diritto dei cittadini a sapere. E quando si parla di acqua, contaminazione e salute pubblica, l'opacità amministrativa non è mai una questione interna agli uffici: è una questione democratica.
Massimo M. Follesa
Componente del direttivo dell’Osservatorio veneto sul fenomeno mafioso
Redattore di Legalità & Etica – legalitetica.org
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